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    Corporate Performance Management
    Il CFO nella ripartenza post-pandemica

    La crescente volatilità dei mercati e la conseguente difficoltà nel pianificare la sempre più pressante necessità di disporre di informazioni aggiornate e attendibili in tempi ristretti, la proliferazione dei fattori di rischio da monitorare e gestire, il necessario presidio e sviluppo dei temi di sostenibilità, sono fattori che hanno accresciuto nel tempo la centralità e la complessità del ruolo del CFO (Chief Financial Officer) in azienda. 

    Non di meno la crisi pandemica è stato un ulteriore terrificante acceleratore di questo processo già in atto, tanto che – superata la fase più acuta di resilienza alla crisi – c’è ora da chiedersi come debba essere giocato il ruolo del CFO nel momento dell’auspicata ripartenza. 

    Nel far questo, occorre tenere a mente che, se la pandemia lascia in eredità un mondo caratterizzato da maggior imprevedibilità, rischiosità e… distanziamento sociale, cambiando pertanto il modo di fare azienda, non è mutato invece il fine ultimo di ogni azienda che è quello di creare valore sostenibile nel tempo in ragione dei rischi assunti.

    In sostanza le parole chiave rimangono valore, rischio e sostenibilità e rispetto ad esse è opportuno riflettere se il ruolo del CFO è mutato per effetto della crisi pandemica e quali conseguenze sono immaginabili.

     

    Key-role nelle decisioni

    Valore significa coltivare business profittevoli e attraverso di essi generare cassa.
    A tal fine il CFO continua a giocare un ruolo chiave, dovendo fornire attraverso i processi di budgeting e reporting informazioni affidabili per prendere decisioni operative e/o strategiche. Ciò che cambia è la rapidità con cui tutto questo avviene, le informazioni sono richieste in tempi sempre più ristretti e, considerata la maggiore incertezza che caratterizza i contesti in cui operano le aziende, diventa più complesso fornire stime e proiezioni utili per prendere dette decisioni. 

    Al di là delle implicazioni interne, va altresì ricordato che una scarsa attendibilità dell’informativa finanziaria resa all’esterno pone in carico al CFO responsabilità non indifferenti, pertanto l’analiticità e tracciabilità dei dati all’interno dei sistemi informativi a supporto del CFO appare decisiva.

    Né si può pensare che basti individuare poche misure e su quelle concentrarsi in sede di pianificazione e controllo. Certo esistono misure di sintesi (il free cash flow su tutte, ma anche misure di profittabilità) su cui normalmente si assegnano obiettivi al management, ma poi occorre andare più in profondità per analizzare fenomeni più complessi. 

    Inoltre nel quadro di una ripartenza post-pandemica il contributo del CFO non dovrebbe limitarsi a fornire informazioni affinché qualcun altro decida, dato che potrebbe svolgere un prezioso ruolo propositivo, se non propulsivo, nel ripensare le scelte strategiche, i processi produttivi, l’organizzazione del lavoro, l’allocazione dei costi in una logica “zero-based” e tutto questo grazie alle informazioni da cui il CFO può attingere in prima persona e alla visione d’insieme dei processi aziendali che è chiamato ad avere.

     

    Un alleato della trasformazione digitale

    Alla luce di quanto descritto appare necessario un maggior ricorso a sistemi di pianificazione e controllo solidi nella costruzione analitica e nella tracciabilità del dato, ma al tempo stesso rapidamente adattabili ai mutati contesti. Così come diventa importante essere in grado di sviluppare sistemi di business performance management utili a definire percorsi e obiettivi e a misurarne il raggiungimento, adattandoli nel tempo in ragione delle mutate dinamiche. In generale, la crescente digitalizzazione dei processi può essere un prezioso alleato del CFO, in un contesto di risorse non di rado in riduzione e spesso distanziate.

     

    E un alleato dell’Enterprise Risk Management

    Ma il fattore di cambiamento maggiore è senz’altro la maggior enfasi da attribuirsi al risk management a causa della crescente volatilità e imprevedibilità dei contesti in cui operano le aziende. Anche in tale ambito il CFO – oltre ad essere risk owner di alcuni rischi fra cui quelli collegati all’informativa finanziaria – garantisce anche la pianificazione e il controllo di OPEX e CAPEX finalizzati a mitigare il rischio coerentemente con la propensione al rischio aziendale (c.d. Risk appetite), avendo cura di sottrarli a periodiche fasi di razionalizzazioni dei costi soprattutto se sviluppate con infelici tagli lineari.

    Il CFO diventa quindi un prezioso alleato – ove non ricopra direttamente questo ruolo – del ERM (Enterprise Risk Management) ai fini di un’adeguata mappatura dei rischi all’interno dei processi aziendali e loro conseguente mitigazione attraverso le azioni poste in essere dai risk owner, spesso al tempo stesso responsabili di centri di profitto e di centri di costo.

     

    Alla ricerca di una crescita sostenibile

    Infine la sostenibilità. Premesso che il punto G della sostenibilità è la Governance e che questa si esplica anche attraverso i processi di budgeting e reporting, oltre che di risk management, va sottolineato come l’informativa non finanziaria continui a rivestire un ruolo determinante per la crescita sostenibile nel medio-lungo termine. Certo, durante il periodo peggiore della pandemia, nella fase di pura resilienza per le aziende, il focus su diversi temi di sostenibilità potrebbe essersi affievolito, ma in sede di ripartenza questi temi tornano centrali e il loro presidio da parte del CFO rimane cruciale.

    Gestione dei rischi, pianificazione e controllo di profittabilità e soprattutto della generazione di cassa (e quindi del valore) e informativa non finanziaria sono tutti temi che in sede di ripartenza il CFO deve governare congiuntamente e in modo approfondito, veloce ed efficace. A tal fine, la digitalizzazione dei processi di amministrazione, finanza e controllo diventa una leva irrinunciabile per garantire il presidio dei tre pilastri aziendali (valore, rischio e sostenibilità) soprattutto in una fase di auspicata ripartenza.

     

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