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    Il software non basta: perché i progetti EPM riescono o falliscono  

    Il software non basta: perché i progetti EPM riescono o falliscono

    Molte organizzazioni investono in una nuova soluzione di Enterprise Performance Management (EPM) aspettandosi budgeting più preciso, forecasting più rapido e un reporting più affidabile. Eppure, a mesi di distanza dal go-live, i benefici promessi spesso non si concretizzano. E la ragione raramente è la tecnologia in sé: è il modo in cui il progetto è stato gestito.

    Le aspettative iniziali sono elevate: maggiore controllo sui dati, processi più snelli, insight migliori a supporto delle decisioni.

    Ma per quanto la piattaforma sia importante, a fare davvero la differenza è la capacità dell’organizzazione di gestire il cambiamento e di trasformare l’iniziativa in un reale miglioramento del business, non in una semplice sostituzione di sistema. È proprio qui che l’esperienza di implementazione fa la differenza.

    Partire dagli obiettivi, non dal software

    Quando si parla di progetti EPM, la conversazione si sposta quasi immediatamente sullo strumento: quali funzionalità offre, quanto è flessibile, quali dashboard sono già disponibili. Domande legittime, ma che andrebbero affrontate in un secondo momento.

    Prima di valutare qualsiasi soluzione, occorre avere chiari i risultati che si vogliono raggiungere. Cicli di budget più brevi? Previsioni più accurate? Un reporting finanziario standardizzato tra le diverse business unit? Maggiore visibilità sui driver che muovono davvero il business? Saltare questo passaggio significa rischiare di implementare una piattaforma potente senza mai affrontare i problemi che hanno dato origine al progetto. Le iniziative di maggior successo investono tempo a monte (analizzando i processi attuali, individuando le opportunità di miglioramento e concordando una roadmap condivisa) molto prima di parlare di configurazioni.

    Coinvolgere le persone da subito, non solo il Finance

    Uno degli errori più comuni è considerare l’EPM un progetto esclusivamente del Finance. In realtà, i numeri utilizzati per pianificare, misurare e gestire la performance provengono da tutta l’organizzazione: vendite, operations, HR e team esecutivi alimentano tutti i dati che stanno dietro a budget, forecast e report gestionali.

    Ecco perché coinvolgere gli utenti chiave fin dal primo giorno è essenziale. Le persone che vivono questi processi quotidianamente conoscono i colli di bottiglia che non emergono mai in un workshop di progetto. Il loro contributo dà forma a una soluzione che rispecchia il reale funzionamento del business e costruisce quel senso di appartenenza che guida l’adozione una volta andati in produzione. Quando le persone si sentono parte della trasformazione, un nuovo sistema smette di essere “il progetto dell’IT” e diventa il loro modo di lavorare.

    Non digitalizzare processi inefficienti e attenzione ai dati

    Ogni trasformazione è un’occasione per ripensare il modo in cui si lavora davvero. Molte organizzazioni continuano a funzionare con report duplicati, passaggi di approvazione ridondanti, fogli Excel paralleli e routine manuali che si sono insinuate anni fa e non se ne sono più andate. Trasferire queste inefficienze direttamente in una nuova piattaforma significa semplicemente automatizzare il caos.

    L’obiettivo è la semplificazione. Standardizzare i KPI, allineare le strutture di reporting e definire processi coerenti di performance management migliora la qualità dei dati e libera ore altrimenti dedicate ad attività a basso valore aggiunto. Questo non significa imporre un’uniformità rigida a ogni unità, ma trovare il giusto equilibrio tra governance, controllo e flessibilità operativa.

    Ed è qui che entra in gioco il fattore più sottovalutato: la data governance. I team si concentrano ossessivamente sulle funzionalità, dando per scontato che le informazioni provenienti da ERP, CRM e altre applicazioni siano pulite. Di solito non lo sono, ed è esattamente dove le implementazioni iniziano a incepparsi. Codici incoerenti, anagrafiche incomplete e regole di business in conflitto erodono la qualità del reporting e, cosa peggiore, la fiducia degli utenti. Affrontare la data governance fin dall’inizio è indispensabile: senza una base affidabile, anche la tecnologia più avanzata produce risultati poco attendibili.

    Il go-live è una linea di partenza, non un traguardo

    Molte aziende considerano il go-live come la fine del progetto. Il più delle volte, invece, è l’inizio della fase che conta di più. Le prime settimane e i primi mesi di utilizzo reale rivelano come le persone lavorano davvero, quali funzionalità offrono il valore maggiore e su cosa dovrà concentrarsi il prossimo ciclo di miglioramenti. Raccogliere feedback, organizzare sessioni di review periodiche e investire in formazione continua sono le attività che rafforzano l’adozione e proteggono il ritorno sull’investimento nel lungo periodo.

    Il vero elemento distintivo è il partner al tuo fianco

    La tecnologia prepara il terreno, ma sono le persone, i processi e la data governance a determinare il risultato. Riuscire a gestire bene tutti e tre questi elementi è esattamente il punto in cui l’esperienza conta.

    Il nostro CCH Tagetik Competence Center riunisce 130 consulenti specializzati in tutto il mondo. VISEO è stata riconosciuta come Top New Partner a livello globale, mentre AKC è stata nominata Global Competence Center per quattro anni consecutivi. In AKC, oggi parte di VISEO, questa competenza sulla piattaforma si unisce a una filosofia di delivery costruita in anni di progetti CPM: non partiamo dal software, ma dai tuoi obiettivi, dalle persone coinvolte e dai dati. Un approccio volutamente poco appariscente (progressivo, misurato, sostenibile) lontano da qualsiasi rischioso “big bang”.

    È così che una piattaforma EPM diventa un modo di lavorare duraturo, anziché l’ennesimo go-live segnato sul calendario.

    Se stai pianificando un’iniziativa EPM, o stai cercando di sbloccare il valore di un progetto che non ha ancora dato i risultati attesi, parliamone.

    👉 Vuoi sapere qual è la destinazione verso cui punta tutta questa esecuzione? Leggi l’articolo di approfondimento: Financial Performance unificata: la convergenza tra consolidamento, reporting e compliance per scoprire la visione dietro la financial performance unificata.

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